E così un’azienda rinasce per divertimento

Gli “incastri” della Geomag premiati come miglior gioco da regalare

PATRIZIA GUENZI
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È made in Ticino ed è stato giudicato “il miglior gioco da regalare” dalla rivista American Scientific. Non solo. L’Università Cattolica di Milano studia le sue potenzialità per l’apprendimento scolastico, la Biennale di Venezia lo vuole per i suoi laboratori didattici e l’Associazione per l’insegnamento della fisica l’ha messo nel programma di attività per i 150 anni dell’Unità d’Italia. È davvero strana e tormentata la storia di Geomag, gioco di costruzioni basato sui principi dell’elettromagnetismo, inventato nel 1998. L’azienda è stata più volte in agonia e più volte s’è salvata. Perché alla base ha un concetto geniale, come il magnete per comporre con tante barrette figure tra le più singolari stimolando la creatività del giocatore. Geomag nasce in Sardegna nel 1998. L’idea viene a Edoardo Tusacciu, vulcanico imprenditore del sughero (produce i tappi per bottiglia) che inizia con 30 dipendenti a Calangianus. In poco tempo Tusacciu vende 500 mila scatole del gioco. E cominciano le richieste da tutto il mondo. Si pensa anche a uno sbarco alla Borsa di Milano mentre vengono chiusi accordi con gruppi internazionali di distribuzione. Con 650 milioni di euro in Sardegna arriva anche la prima macchina che sforna 60 mila barrette al giorno. Sul più bello però nascono giochi simili in Asia, e invadono il mercato a prezzi impossibili. A questo va aggiunta una gestione industriale che non regge il ritmo. E così dal 2003 la Geomag si sposta a Novazzano. Riparte bene e i collaboratori diventano più di cento. Poi nascono nuovi problemi, i debiti crescono e l’azienda resta per mesi sull’orlo del fallimento. Il curatore Carlo Croci ci mette l’anima e alla fine cava via Geomag dall’abisso trovando nuovi imprenditori pronti a mettere denaro fresco.

Oggi il gioco è interamente prodotto nello stabilimento di Novazzano, che conta una quarantina di impiegati. “Quest’anno siamo anche stati premiati in Usa come ‘classic toy’ - sottolinea orgoglioso il manager dell’azienda Filippo Boria -. Vendiamo i nostri prodotti in 26 Paesi, soprattutto in Svizzera tramite il distributore Swissgames, abbiamo un negozio monomarca al Fox Town di Mendrisio, con tanto di dimostrazione dei nostri giochi, e da quest’anno siamo presenti anche alla Manor e alla Coop”. La ditta, è stata rilanciata da una nuova proprietà (svizzera, italiana e spagnola) e da un nuovo management e sembra godere di ottima salute.

La peculiarità della Geomag è che vanta diverse linee, non fa giocattoli solo per bambini. Esiste la linea dai 10 mesi in su, dai 3 anni in su e dai 14 anni. E ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le tasche: da pochi franchi a un centinaio. Geomag è presente nelle scuole, università, musei della scienza e ospedali e collabora con numerosi progetti scolastici. “Anche con la fondazione Theodora, presente anche in Svizzera, che finanzia clowns professionisti per visitare aiutare i bambini nei reparti di pediatria”, aggiunge Boria (vedi box a lato). E conclude: “Saremo alla Biennale di Venezia nella parte educational: 35-40mila bimbi impareranno a giocare con Geomag sino a dicembre”.

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